Band “Young Rage”

RECENSIONE DELL’ALBUM “UNA PROMESSA VALE UN DEBITO” DEGLI YOUNG RAGE

di Manuele Fiori (*)


INFORMAZIONI
Gruppo: Young Rage
Titolo: Una promessa vale un debito
Anno di pubblicazione: 2007
Genere: Rock italiano
Durata: 50 minuti circa
Etichetta: autoprodotto
Sito Web: www.youngrage.it
Voto: 4,5 / 5

Il tanto atteso debutto degli Young Rage, uno dei principali gruppi di rock italiano del momento nel panorama umbro, è finalmente avvenuto e se è proprio vero che “una promessa vale un debito”, come cita il loro album, allora possiamo dire che, questa promessa, l’hanno mantenuta.
Il cd in questione si presenta subito in una custodia tanto semplice quanto significativa: la quercia in chiaro/scuro della copertina (nella foto) è simbolo di un qualcosa che è nato da diversi anni ma che promette ancora speranze e buoni auspici. Ci sarebbe tanto altro da dire ma… lasciamo tempo al tempo (anche se per loro “…il tempo non ha tempo mai”) dicendo che rimane carino il gesto di “parlare al pubblico” tramite le ultime pagine del libricino dei testi con ringraziamenti e dediche talvolta anche speciali (si veda quella del cantante alla madre, scomparsa, nel pezzo “Dimmi se ci sei”).

Gianluca Trappetti, (voce, armonica, chitarre), Massimo Sabbatucci (chitarre, soliste), Roberto Mattioli (tastiere, organi), Alessandro Pascucci (basso, violino) e Paolo Sabatini (batteria, percussioni) ci offrono pezzi lenti altalenati a pezzi vivaci, il tutto in dieci tracce della durata media di cinque minuti ciascuna: Sai, Senza falsi alibi, Dimmi tu, Il tempo, Erano tempi duri, Dimmi se ci sei, Young rage, Una promessa vale un debito, Bambina, Siamo ancora noi (bootleg).

Tutto questo, fuso con sonorità e melodie che creano fantastici sinecismi compensativi tra la prepotenza delle chitarre, che talvolta non lasciano giustizia alle tastiere (da brividi nell’unisono musicale) e al testo cantato (non sempre comprensibile a pieno), inserimenti dell’armonica e del violino (commoventi) su testi che, nascono (come la maggior parte delle musiche) dalla poetica fantasia del cantante: corti di vita vissuta, appelli a “Autorità altissime”, storia… insomma, anche qui, alchemiche miscele ed un ensemble molto armonioso, orecchiabile, intenso ma al tempo stesso anche originale. Con la collaborazione eccezionale per il pezzo “Bambina” di una voce femminile (Mara Scotoni), e la voglia di inserire a tutti i costi il pezzo finale “Siamo ancora noi” in versione “bootleg” (che giustifica quindi la differente qualità e tipologia di registrazione), il gruppo dimostra la molta volontà e stoffa ma soprattutto che, se verrà adeguatamente supportato, potrà togliersi parecchie soddisfazioni. Bisogna solo sperare che questi ragazzi decidano di continuare a seguire la strada intrapresa: si presentano con il loro primo album “Vol. II” a spiegare che questi sono i pezzi che suonano ora, non ci sono quelli “vecchi”, degli esordi di 7/8 anni fa (di un ipotetico “Vol. I”) che forse ci sarà… come ci sarà sicuramente, invece un “Vol. III”; una trilogia che potrà completarsi anche insieme, in un colpo solo quindi; non ci resta che attendere, l’essenziale era partire e direi che questo è avvenuto alla grande!.

(*) Ufficio Stampa “Young Rage” Band
giornalista freelance