BUONA FESTA DELLA (TERZA) REPUBBLICA. OGGI VINCE FALCONE.

88 giorni di crisi per un’alba nuova… almeno si spera

di Manuele Fiori

Quest’anno sì, forse è il caso di festeggiare. Il forse è d’obbligo perché dovremo ancora aspettare l’effettiva efficacia di questo nuovo governo ma, sicuramente, i giovani hanno ricevuto un regalo mai avuto prima: una buona dose di speranza per il loro futuro.
I padri di questi giovani, la speranza, l’avranno per la loro pensione; i nonni di questi giovani avranno lucidato gli occhi perché avranno ricordato quella stessa sensazione di liberazione da una fase di ballottaggio come quella tra Repubblica o Monarchia del ’46. E parlo di liberazione, sì, anche se non stiamo ricordando le celebrazioni del 25 aprile, perché sempre di liberazione si tratta. Questo nuovo governo, dopo 88 giorni di crisi (la più lunga della nostra storia, ndr) con la sua costituzione ha reso giustizia a tutti i disoccupati, gli esodati, gli inoccupati, a prescindere dalle solite vecchie&scontate promesse elettorali che, finalmente, non hanno più fatto presa su nessuno dei vincenti. E questo solo per quanto riguarda il lavoro.
Ancora, questo nuovo governo, da ragione e rende vincenti i coraggiosi e gli imprenditori, i filantropi e gli umanisti che ho già citato nell’editoriale del primo maggio. Rileggetelo se ve lo siete perso… male non fa.
Oggi vince un solo ceto, quello italiano. Vince Giovanni Falcone che, con la sua dipartita del 23 maggio 1992, ai suoi funerali del 25 fece morire quella Prima Repubblica che lo aveva seppellito per dare vita alla seconda che, ancor più marcia e viziata, si è chiusa stanotte per fare spazio alla terza. E sempre il 23 maggio di quest’anno Giuseppe Conte riceveva il mandato di formare questo nuovo governo nonostante i successivi rallentamenti dovuti alla fiducia di Mattarella. Perché la storia non solo si ripete, talvolta si accavalla per riscrivere note dolci sopra a quelle dolenti. I fatti che si contrappongono fanno cambiare le melodie e gli equilibri del mondo, per fortuna.
Oggi vincono Walter Tobagi, Mario Francese, Peppino Impastato, Giuseppe Fava, Pierpaolo Faggiano e tutti i giornalisti caduti, i pubblicisti di oggi e professionisti di ieri (i professionisti di oggi hanno già vinto, ndr) perché Di Maio è un collega. E non è un politico con il tesserino.
Ecco perché l’Italia si sente nuovamente libera: libera da vecchi schemi, modi di pensare e chiacchierare (manco parlare) di certi vecchi personaggi della nostra politica.
Sicuramente questo è il Governo che può portare il nostro Paese ad aprire la porta alla terza repubblica, questo sì. E poco non è.
Il Contratto per il governo del cambiamento? Beh, di quello ne riparleremo… adesso godiamoci la speranza, respiriamo e sorridiamo al futuro, perché per queste prossime ventiquattro ore può bastare.
Ora diamo pure spazio alle celebrazioni di rito, parate, corona di fiori al Milite Ignoto e Frecce Tricolori ma, da domani, mandiamo avanti il buon senso, l’onestà intellettuale e animica di ognuno di noi.
Cara Italia, avrai ancora dei postumi ma sei stata dimessa da una lunga degenza.